COME E PERCHÉ NASCE L’ESIGENZA DI CREARE

UN CAFFE’ STELLATO?

“Ero stanca di fare smorfie di disgusto
mentre bevevo il caffè…”

 

Come ha fatto l’Italia, Paese da cui è nata l’arte del caffè,
a diventare un posto dove oggi il caffè è rancido,
amaro, quasi imbevibile?

Ebbene sì, perché non è quello il vero gusto del caffè anche se ormai ci sei abituato.

Io sono Jessica e il mio amore per il caffè
è nato tanti, tanti anni fa…

Come nasce l’amore per il caffè (quello di una volta) 

 

Avevo solo 5 anni quando ho assaggiato il mio primo goccio di caffè ed è stata un’esperienza incredibile.

Ero abituata a frequentare l’abitazione di una vicina di casi*a anziana, Livia, (purtroppo non ho avuto la fortuna di vivere le mie nonne) ed assistevo spesso al rito del caffè, un rito che tutti gli italiani conoscono.

Arrivavo al solito orario e lei era pronta con la solita fetta di torta appena sfornata.
Quindi mentre lei sorseggiava il caffè io mangiavo una torta dal sapore genuino, quello delle cose fatte in casi*a.

Ormai era diventato un rito anche per me, con la differenza che io non bevevo il caffè fino a che un giorno…un giorno quando la signora Livia si allontanò andai vicino al lavello e vidi un goccio di caffè nella tazzina.

Incuriosita, e forse anche perché il fascino del proibito è irresistibile, soprattutto per i bambini (infatti, mi avevano sempre detto che i bambini non possono bere il caffè), lo assaggiai.

Anche se era il fondo della tazza, quel goccio di caffè mi fece innamorare del suo gusto.
Anche nei giorni seguenti, quando potevo, provavo ad assaggiare quel goccio di caffè (di nascosto).

Questo fino a quando non diventai più grande e mi fu concesso “ufficialmente” di bere caffè.

 L’idea del caffè stellato nasce quasi per casi*o

Il proverbio dice che “non tutti i mali vengono per nuocere” e devo dire che nel mio casi*o (in questo casi*o) rappresenta l’assoluta verità.

Il 9 marzo 2020 è un momento che rimarrà nella storia e nelle menti degli italiani:Con un decreto del Presidente del Consiglio viene annunciato il lockdown a causa dell’emergenza sanitaria.
E se da un lato molti italiani hanno iniziato ad avere paura, dall’altro hanno iniziato a confrontarsi con la noia.
Chi poteva, come me, lavorava in casi*a.
Ma non potendo uscire se non per gli acquisti di prima necessità, si cercava di ammazzare la noia come si poteva.

Io scelsi di tornare al mio primo amore, il caffè.

Pensai, visto che il caffè disponibile sul mercato è di dubbia qualità troverò il modo per realizzare un caffè buono
come quello che assaggiavo di nascosto quando avevo 5 anni (anzi, anche migliore).

 

Nasce da qui l’idea che avrebbe dato origine (molti mesi dopo) al caffè stellato, il Jalaicoffee.

Da dove partire per creare un caffè di altissima qualità?

 

In realtà questo era un progetto che avevo in programma di realizzare da tempo, ma mai avevo dato seguito al mio proposito.
Avendo a disposizione molto più tempo libero a causa dell’emergenza sanitaria, potevo realizzare il mio sogno.

Per farlo anzitutto mi sarebbe servita materia prima
(il chicco di caffè) di altissima qualità, che non provenisse da coltivazioni intensive dove spesso vengono anche sfruttate le persone, e avrei dovuto tostare il caffè in modo artigianale (evitando di rovinare la materia prima).

Questi erano alcuni degli aspetti importanti per ottenere un prodotto di assoluta qualità che avevo imparato a conoscere studiando a fondo il mondo del caffè.
Per aiutarmi in questo progetto ho contattato un consulente esperto di caffè che aveva le mie stesse idee, Carlo.

 

Con lui abbiamo scelto materie prime selezionate,

dove non c’è sfruttamento (ovviamente non vengono utilizzati pesticidi,
insetticidi o sostanze chimiche generali) e, soprattutto, pagando il caffè il giusto prezzo e non come richiede il mercato (cioè, sottocosto).

 

La nostra filiera è cortissima, abbiamo il caffè direttamente dai produttori (i coltivatori),
non ci sono broker o intermediari.

Il prezzo della materia prima viene concordato
con il produttore, ogni anno, sommando:

Quotazione di borsa
al momento
dell’accordo

 

Quota
fairtrade
(il cosiddetto
“prezzo quoto”)

 

Quota
per il sostegno dei
progetti di sviluppo

 

Eventuale quota
aggiuntiva per
coltivazione biologica

 

Grazie a questo

garantiamo una vita degna ai coltivatori
ed un caffè eccezionale a quei pochi fortunati
che possono gustarlo.

Un caffè disponibile solo per palati raffinati.

Infatti, questo è l’unico aspetto negativo se vogliamo.

Non possiamo produrre grandi quantità di caffè per poter garantire la sua altissima qualità quindi abbiamo creato un club, il Jalaiclub, in cui solo i soci hanno diritto a ricevere mensilmente (ed assaporare giornalmente) il gusto del caffè stellato. 

L’associazione al club ci consente anche di programmare la produzione in modo che sia disponibile per i soci, secondo i loro gusti ed i quantitativi a loro necessari.

Per ottenere maggiori informazioni su come entrare nel JalaiClub, clicca il tasto qui in basso e vai alla pagina di presentazione.

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